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Il Rilievo dei Gladiatori - Apollosa notizie storia

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UN MAUSOLEO ROMANO CON GLADIATORI
LUNGO LA VIA APPIA AD APOLLOSA

 
La scoperta, avvenuta nel settembre 2021 nel territorio di Apollosa (BN), restituisce alla comunità uno straordinario documento della cultura funeraria romana lungo la Regina Viarum.

 
Scoperta e contesto topografico
Nel territorio di Apollosa, lungo il tratto della Via Appia Antica che, nel territorio di Apollosa, attraversava l'area oggi conosciuta come contrada Taverna-Tufariello-Epitaffio, il paesaggio conserva tracce significative della presenza romana. Qui si trovavano due ponti — tra cui il ponte romano di contrada Taverna, possente struttura a tre archi che scavalcava il torrente Serretelle, poi distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale e ricostruito nell'attuale Ponte San Domenico — e una torre di vedetta, sulla cui sommità sorgerà nei secoli successivi il castello medievale di Terravecchia, il primitivo insediamento di Apollosa. Insieme, questi elementi indicano un punto strategico per il controllo del territorio e del traffico lungo la grande strada antica.
 
Nel settembre 2021, in seguito all'esondazione del torrente Serretelle nel territorio comunale di Apollosa, zona Epitaffio, sono affiorati, lungo l'argine  della sponda sinistra idrografica del rivo, alcuni blocchi lapidei che hanno attirato l'attenzione del volontario M. Zamparelli.
La sua prontezza nel segnalare il ritrovamento alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento ha avviato una serie di verifiche che si sono rivelate di straordinario interesse storico-archeologico.
Il ritrovamento si colloca lungo il tracciato dell'antica Via Appia, tratto apollosano compreso tra contrada Taverna e il confine con Benevento, in prossimità del monumento Epitaffio. Le indagini archeologiche, coordinate dal funzionario Simone Foresta insieme a un team di specialisti, sotto la supervisione del Soprintendente Mariano Nuzzo, hanno portato al recupero di circa venti blocchi in pietra calcarea e all'individuazione dell'ingresso di una camera funeraria affrescata.

Il monumento funerario, databile ai primi decenni del I secolo d.C. (età tiberio-claudia), fu rinvenuto in stato di smontaggio: i blocchi che lo componevano erano stati reimpiegati in età medievale nella costruzione di un muro di contenimento degli argini fluviali. Questo fenomeno di spoliazione e riutilizzo di materiale lapideo pre-lavorato è molto comune nei contesti medievali e testimonia la lunga continuità di frequentazione dell'area.
 
Dopo un primo recupero d'emergenza effettuato al momento della scoperta, nel 2025 – grazie ai fondi destinati ai progetti di ricerca del Ministero della Cultura – è stato possibile proseguire le indagini archeologiche e recuperare circa quaranta blocchi in calcare pertinenti alla struttura del monumento. I risultati sono stati presentati alla comunità apollosana il 13 marzo 2026, nel corso della conferenza "Un cantiere per conoscere l'Appia: un monumento funerario romano nel Comune di Apollosa". È stato inoltre programmato un intervento di ricomposizione del mausoleo presso il centro operativo della Soprintendenza a Benevento.
 
Struttura architettonica
Il mausoleo appartiene alla tipologia monumentale "a tamburo su basamento quadrangolare", un modello architettonico di derivazione urbana diffuso in età romana per le sepolture delle élites municipali. Esempi celebri di questa tipologia sono il Mausoleo di Augusto e la Tomba di Cecilia Metella lungo la Via Appia.
La struttura era costituita da:
•      Basamento a dado quadrangolare
•      Tamburo cilindrico superiore
•      Diametro ricostruito di circa 12 metri
Il monumento era realizzato con blocchi squadrati di calcare locale, lavorati con notevole perizia tecnica. Le cornici modanate e lo stile dei rilievi figurati consentono di collocare con buona sicurezza la costruzione del mausoleo nei primi decenni del I secolo d.C. Le ricognizioni hanno inoltre permesso di individuare la camera funeraria, composta da ambienti quadrangolari con tracce di decorazioni pittoriche che saranno oggetto di future indagini.
 
Il fregio con scene gladiatorie
Tra gli elementi decorativi più significativi del monumento si distingue un fregio in pietra calcarea raffigurante scene di combattimento gladiatorio, noto come "Fregio dei Gladiatori". Il rilievo rappresenta una scena di munera, cioè uno spettacolo gladiatorio, e costituisce una testimonianza di particolare interesse per lo studio della gladiatura in ambito provinciale.

Nella composizione si riconosce lo scontro tra tre gladiatori raffigurati in una fase dinamica del combattimento. Al centro della scena è rappresentato un gladiatore di tipo sannita (Samnes), identificabile da diversi elementi dell'equipaggiamento:
•      lo scutum, scudo rettangolare ricurvo;
•      le ocreae, schinieri che proteggevano i polpacci fasciati;
•      il balteus, cinturone decorato che tratteneva il subligaculum, il perizoma utilizzato dai combattenti.
Il gladiatore centrale è colto nell'atto di affrontare un avversario armato di scudo, probabilmente appartenente a una tipologia pesante come il provocator. La presenza di una terza figura laterale suggerisce la rappresentazione di un secondo duello oppure la presenza di un arbiter, l'arbitro incaricato di sovrintendere allo svolgimento del combattimento.
Le figure sono rappresentate in movimento e l'attenzione ai dettagli dell'armamento rivela una conoscenza diretta degli spettacoli gladiatori. Sebbene l'esecuzione sembri attribuibile a maestranze locali e presenti uno stile relativamente sobrio, la resa delle posture e della dinamica dello scontro conferisce alla scena un notevole realismo.
 
Committenza e significato del monumento
Gli studi preliminari indicano che il monumento sarebbe appartenuto a un facoltoso cittadino romano vissuto in età augustea, probabilmente legato all'organizzazione dei giochi gladiatori. È verosimile che il committente del mausoleo fosse un membro dell'élite locale che volle celebrare, attraverso la decorazione del fregio, la propria liberalitas, ovvero la generosità dimostrata nel finanziare spettacoli gladiatori, forse tenutisi nel vicino anfiteatro di Benevento. Il monumento funerario costituiva dunque non solo una sepoltura, ma anche uno strumento di autorappresentazione sociale e di memoria pubblica.
 
Il paesaggio funerario lungo la Via Appia
Il mausoleo di contrada Epitaffio non rappresenta un ritrovamento isolato. A breve distanza dal luogo della scoperta, lungo il tratto dell'Appia in contrada Taverna, è stato rinvenuto anche il noto Leone funerario — una scultura apotropaica di età imperiale, oggi conservata al Museo del Sannio di Benevento, rinvenuta nel 1956,  già oggetto di studi e approfondimenti. I leoni funerari erano figure simboliche poste a guardia delle sepolture o in cima ai mausolei, con il compito di proteggere il defunto e segnalare visivamente la presenza del monumento ai viandanti lungo la strada.

Mausoleo ( ricostruzione grafica immaginaria basata su dati archeologici  -I secolo d.C. - )
Questi monumenti testimoniano la presenza, lungo questo tratto della Via Appia nel territorio di Apollosa, di un vero e proprio paesaggio funerario monumentale, destinato ad accompagnare il viaggiatore lungo la strada e a ricordare il prestigio delle famiglie locali. Molti dei reperti provenienti da quest'area sono oggi conservati o catalogati presso il Museo del Sannio, contribuendo alla ricostruzione della storia del territorio e del ruolo svolto dalla Via Appia nella vita economica e sociale della regione in età romana.

Osservando oggi questi reperti è possibile immaginare il continuo passaggio di uomini e merci lungo la Via Appia, il controllo esercitato dalle strutture di sorveglianza e, accanto alla strada, i monumenti funerari che raccontavano storie di prestigio, partecipazione alla vita pubblica e identità comunitaria.
 
Ricerca, restauro e valorizzazione
I reperti recuperati sono attualmente conservati presso il Centro operativo della Soprintendenza a Benevento, dove potranno essere visitati su prenotazione. Il cantiere di restauro allestito in quella sede, insieme alle attività di divulgazione promosse in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Apollosa, guidata dal Sindaco Avv. Danilo Parente, rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di studio, tutela e valorizzazione di questo importante ritrovamento, contribuendo a restituirne il valore storico e culturale alla comunità e al territorio.
 
Sono inoltre allo studio progetti di ricostruzione virtuale del monumento per favorirne la conoscenza e la fruizione pubblica. L’Amministrazione comunale di Apollosa ha annunciato la volontà di valorizzare l'area e inserirla nei progetti di promozione territoriale, collegati all'antico tracciato della Via Appia, in collaborazione con la Regione Campania e con tutte le istituzioni coinvolte.
L'interesse scientifico e culturale del monumento si inserisce nel più ampio contesto della valorizzazione della Via Appia, ufficialmente inserita nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO il 27 luglio 2024. In questo quadro, il mausoleo di contrada Epitaffio costituisce una testimonianza significativa delle dinamiche di popolamento, delle pratiche funerarie e delle forme di autorappresentazione delle comunità romane nel Sannio.

 

 

Fonte:
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento – Ministero della Cultura (MiC). Comunicato stampa, 13 marzo 2026.

-Reperto:Rilievo Funerario con Gladiatori
-Luogo di ritrovamento: contrada Epitaffio   Apollosa (Bn) .
-Datazione: I secolo d.C.
-Materiale: calcare locale.
-Ente di tutela: MiC - Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento.


Brano musicale: Little Step di Aylex
Fonte: https://freetouse.com/music





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