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Il leone funerario - Apollosa notizie storia

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IL GUARDIANO DI PIETRA LUNGO LA REGINA VIARUM

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– Apollosa, anno1956 –
Il Guardiano di Pietra lungo la Regina Viarum

 
" Il Leone Funerario Romano: da Contrada Taverna a simbolo del tratto apollosano dell'Appia Antica, oggi 60° sito UNESCO "
Nel 1956  ad Apollosa  emerse dal terreno un reperto destinato a diventare un punto di riferimento per gli studi archeologici sul Sannio romano: il Leone Funerario, oggi catalogato al n. Inv. 6643 del Museo del Sannio.
Il ritrovamento avvenne in Contrada Taverna, nei pressi del ponte romano, in una zona perfettamente inserita nel tracciato apollosano dell’Appia Antica. La presenza della scultura testimonia probabilmente l’esistenza di tombe funerarie romane, collocate intenzionalmente lungo la strada consolare per garantire massima visibilità a chiunque percorresse quel tratto.
Una scelta tipica delle élite di Beneventum (l’odierna Benevento), che lungo le vie principali dell’Impero esibivano la propria ricchezza, il prestigio e il controllo sul territorio.
Fig. 1 – Dettaglio del volto del leone.
Queste informazioni derivano dalle ricerche del Prof. Luigi Todisco (archeologo/classicista con forte esperienza nella scultura romana ) la massima autorità nello studio dei leoni funerari. Nel volume "I Leoni funerari romani di Benevento e dell’Irpinia", edito da L’Erma di Bretschneider, egli documenta con precisione anche il ritrovamento di Apollosa, avvenuto nel 1956 in Contrada Taverna.
L’opera rientra oggi tra gli esemplari di riferimento per lo studio dei leoni funerari del Sannio, non solo per la posizione di rinvenimento lungo l’Appia ma anche per le caratteristiche stilistiche che conserva, nonostante l’erosione delle superfici.
La contrada Taverna, luogo del ritrovamento della statua, è attraversata dal tracciato originario dell’antica Via Appia, una delle più importanti arterie viarie romane che collegava Roma a Brindisi. In questa area,  del territorio apollosano, la strada costituiva un nodo strategico per gli insediamenti rurali e per le attività agricole e commerciali. La presenza di monumenti funerari lungo il suo percorso è perfettamente coerente con l’uso romano di collocare le sepolture in prossimità delle grandi vie di comunicazione.
Fig. 2 – Vista laterale sinistra.
Caratteristiche formali della statua:
 
  • altezza circa 85 cm;
  • lunghezza      75 cm;
  • scultura a tutto tondo,      concepita per essere vista da più angolazioni;
  • corpo frontale, zampe anteriori flesse in  posa vigile;
  • testa girata di tre quarti  verso destra, dettaglio che rompe la staticità e introduce un senso di movimento;
  • fauci aperte, dentatura ben marcata, sguardo aggressivo;
  • zampa destra sollevata che preme sul muso di un  ariete rovesciato.
La statua  è rappresentata in posa frontale, con zampe anteriori flesse, testa girata      di tre quarti verso destra, fauci spalancate e la zampa destra che preme      sul muso di un ariete rovesciato, elemento iconografico tipico dei leoni funerari romani.
Il gesto del leone che domina la sua preda non è decorativo: è il centro narrativo della scultura e il cuore del suo messaggio ideologico. Nel contesto funerario romano assolveva  due funzioni principali : custode del sepolcro e simbolo della virtus della famiglia sepolta.
Il gesto di dominare la preda comunicava forza e prestigio, trasformando la scultura in una dichiarazione identitaria .
Il leone funerario era diffusissimo nell’arte romana, soprattutto tra I sec. a.C. e I sec. d.C. Il modello simbolico rappresenta forza, protezione del defunto e allontanamento degli spiriti maligni.
Fig. 4 – Vista frontale con ariete sotto la zampa.
In questo senso, il leone di Apollosa non era soltanto una scultura funeraria: era una dichiarazione di identità e supremazia collocata su uno dei più straordinari corridoi viari dell’Impero romano.
Oggi la statua è esposta al Museo del Sannio di Benevento, nella suggestiva Loggia dei Leoni, un contesto architettonico che valorizza appieno il significato originario della scultura.
Il suo viaggio – dalla tomba di Contrada Taverna alla vetrina del museo – rappresenta una storia esemplare di tutela e conservazione del patrimonio archeologico locale.
La vicenda del leone trova nuova rilevanza nel 2023–2024 , quando l’Appia Antica è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, diventando il 60° sito italiano.
Un traguardo frutto di un imponente lavoro condiviso tra il Ministero della Cultura, le amministrazioni locali e i comuni attraversati dalla via consolare – tra cui Benevento e Apollosa.
In questo contesto, il leone di Apollosa assume un valore ancor più significativo:
è una testimonianza diretta, tangibile e potente, della millenaria storia dell’Appia e dei territori che essa ha modellato.
Il Leone Funerario di Contrada Taverna non è soltanto un reperto archeologico, è un simbolo identitario, un ponte tra il passato romano e il presente moderno del territorio, è oggi un protagonista nella narrazione internazionale dell'Appia Antica come Patrimonio dell'Umanità. Il suo antico ruggito di pietra, un tempo monito di forza e vigilanza, oggi racconta al mondo la grandezza del contesto culturale che lo ha generato.



    Apollosaincifre   ©    A. Savoia       Ottobre 2024
 

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